In Italia ci sono località come la Langa del Barolo in Piemonte e le colline del Chianti in Toscana, popolari in tutto il mondo per i vini che riescono a produrre. Due zone strettamente legate al loro omonimo vino, così come altre sono famose per la produzione di olio. Vi sono poi altre parti d’Italia, che custodiscono tesori di pari valore, ma che non sono ancora giunte sotto i riflettori, e che sono perciò ancora tutte da scoprire.
Un esempio classico è rappresentato dal Vulture, in Basilicata. Si tratta della zona a nord della regione lucana, in cui si trova il Monte Vulture, vulcano non più attivo già da epoche preistoriche. Oltre ad ospitare paesaggi mozzafiato, il Vulture regala grandi soddisfazioni ai propri abitanti e visitatori anche per i suoi prodotti tipici.
Spiccano tra gli altri l’Aglianico del Vulture (vino rosso, annoverato dai massimi esponenti dell’enologia tra i migliori del territorio italiano) e l’Olio Extra Vergine di Oliva. Due eccellenze alimentari in cui giace un enorme potenziale economico e che nutrono l’interesse di tanti conoscitori e pionieri del gusto anche oltre il confine nazionale.
L’Aglianico del Vulture
I terreni del Vulture sono particolarmente vocati alla coltivazione della vite. Il vino più importante prodotto nella zona è l’Aglianico del Vulture, che prende il nome dall’omonimo vitigno dalle origini – secondo molte testimonianze – greche.
Una volta trapiantato sul Vulture, l’Aglianico ha espresso al massimo il suo potenziale, arricchendosi di una maggiore corposità, acidità e grado alcolico, ed assumendo inoltre caratteristiche organolettiche tali da distinguerlo nettamente da altri tipi di Aglianico presenti nelle regioni limitrofe.
L’Aglianico del Vulture è un vino rosso dalla natura poliedrica: intenso e fruttato, con profumi decisi di bacca rossa quando giovane, col passare degli anni diventa più armonico e vellutato al palato, acquisendo allo stesso tempo note olfattive più complesse, che si dirigono su sentori balsamici, di liquirizia o catrame, a seconda del tipo di lavorazione.
E’ l’ideale per accompagnare antipasti dalla buona sapidità, come formaggi stagionati ed insaccati speziati o secondi importanti quali carni rosse e selvaggina. Alcuni sostengono si accompagni bene anche al cioccolato fondente.
Nel 1971 l’Aglianico del Vulture ha ottenuto il riconoscimento di denominazione di origine controllata (DOC), mentre nell’agosto del 2020 la sua tipologia “Superiore” è divenuta DOCG (denominazione di origine controllata e garantita).
Il Vulture e l’Olio E.V.O.
Il Vulture ha un terreno ideale anche per la coltivazione dell’ulivo, e la conseguente produzione di olio extravergine d’oliva. Si tratta di un olio ottenuto principalmente da una varietà autoctona secolare, denominata Ogliarola del Vulture. Questa cultivar, è di per se completa e vanta delle ottime caratteristiche organolettiche.
Ad ogni modo, spesso viene accompagnata da altre varietà per mettere ulteriormente in risalto uno a più punti di amaro, dolce o piccante. A complementare l’Ogliarola del Vulture, sono di solito varietà quali la “Palmarola”, “Peranzana”, “Provenzale”, “Leccino”, “Frantoio”, “Cannelino” e “Rotondella”.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi solo processi meccanici ed è vietato l’uso di prodotti chimici e biochimici. La gramolatura deve essere fatta massimo a 30 °C e durare un tempo non superiore ai 40 minuti. Il prodotto finito deve essere conservato in locali con poca illuminazione a temperatura compresa tra i 10 °C e i 18 °C.
L’olio prodotto nel Vulture ha un colore giallo ambrato, che presenta dei riflessi verdi. Il suo odore è mediamente fruttato così come il suo sapore, che tra le sue particolarità ha anche quella di essere leggermente amaro e con una lieve nota di piccante.
Altri prodotti famosi della zona
Il Vulture è famoso per la produzione di olio e vino di qualità, ma non solo. Molti comuni appartenenti a quest’area, come per esempio Melfi, sono famosi per la presenza di castagne di vari tipi. Il tipo più famoso è il “marroncino di Melfi”, protagonista della Sagra della Varola in programma a Melfi in autunno e durante la quale vengono degustati cibi e varie specialità a base di castagne.
Un altro prodotto tipico è il miele. Ripacandida, alle pendici del Monte Vulture, è infatti una delle 34 “Città del Miele” riconosciute a livello nazionale. Ospita inoltre “L’oro dei Fiori”: uno dei maggiori centri italiani di esposizione, degustazione e vendita di miele.
Inoltre, le peculiarità geomorfologiche e l’alta mineralità del suolo, rendono il territorio del Vulture adatto all’affioramento di acque minerali: da migliaia di anni, infatti, la zona è caratterizzata da immense sorgenti. Le acque del Vulture sono conosciute per il loro ottimo rapporto tra effervescenza ed acidulità, come da prassi per le sorgenti a contatto di terreni vulcanici. Il Vulture, con le sue sorgenti, soddisfa circa il 7% del consumo nazionale di acque minerali.
Il segreto del Vulture
Quali sono le caratteristiche che rendono questa zona in grado di produrre eccellenze alimentari uniche nel loro genere?
Certamente un aspetto importante è la natura lavica del suolo e del sottosuolo: particolarità dettata dalla presenza di un vulcano spento a dominare il territorio circostante. Sono caratteristici alcuni terreni ad alto contenuto di ferro, che presentano la tipica colorazione rossastra. Altri terreni invece, ricchi di roccia magmatica e tufo vulcanico, prendono una colorazione più nera, in alcuni casi simile alla pece.
Un altro fattore essenziale, è il microclima che fa da cornice al territorio. Difatti, la zona del Vulture gode d’estati secche e calde, ma per via dell’elevazione, a differenza di altre zone del Sud Italia, non risparmia temperature gelide durante l’inverno, non di rado sotto lo zero.
Le caratteristiche geologiche ed il microclima della zona, che rendono il territorio del Vulture particolarmente adatto alla coltivazione della vite e dell’ulivo, erano molto note sin dalle epoche pre-romane. Difatti, vari popoli succedutisi in varie epoche hanno ampiamente goduto della zona per produrre vino e olio di oliva di altissima qualità.
