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Aglianico del Vulture: proprietà enologiche e abbinamenti

Quali sono i migliori rossi del territorio italiano che vengono in mente ad un consumatore di vino? Certamente starai pensando a l’Amarone della Valpolicella, il Barolo, il Brunello di Montalcino e il Chianti, e a buona ragione vista la loro qualità. Ma c’è un vino, l’Aglianico del Vulture, che per quanto poco conosciuto è uno dei migliori rossi in Italia (e non solo). In questo articolo parleremo dell’Aglianico del Vulture, vino prodotto nell’omonima zona in provincia di Potenza, e proporremo alcuni piatti comuni e della tradizione Lucana, con cui si abbina meravigliosamente.

Proprietà enologiche

Per motivare l’inserimento dell’Aglianico del Vulture tra i migliori vini rossi d’Italia, è utile ricordare il suo percorso di crescita. Nel 1971 ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata (DOC), mentre nell’Agosto del 2010 la sua tipologia “Superiore” è diventata DOCG (denominazione di origine controllata e garantita). Due status per garantire che l’uva usata per produrlo provenga da un territorio specifico e che il vino raggiunga determinati standard qualitativi.

Inoltre, ci sono altre accortezze per rendere il vino meritevole quantomeno del marchio DOC. La resa dell’uva utilizzata per produrre l’Aglianico del Vulture deve corrispondere al massimo al 70% del totale disponibile. Quando si arriva al 75%, la percentuale in eccesso non gode del diritto all’appellativo DOC. Se invece viene superato il limite del 5% di eccedenza, decade lo status di DOC per tutto il prodotto. Inoltre, per quanto riguarda una particolare tipo di questo vino (l’Aglianico del Vulture Spumante), le pratiche di vinificazione prevedono la rifermentazione naturale in bottiglia per un periodo di almeno 9 mesi.

Lo status di DOC o DOCG non sono semplicemente sigle di carattere effimero o platonico. Si tratta di vere e proprie carte d’identità per questo vino (così come per tanti altri), grazie alle quali i produttori possono garantire determinate caratteristiche (da dove viene, come viene lavorato, le caratteristiche e le peculiarità) che lo associano ad un territorio ben definito e che ne certificano un certo standard qualitativo.

Sapori e abbinamenti più indicati

Il sapore dell’Aglianico del Vulture è corposo e molto intenso. Può inoltre essere considerato come asciutto, sapido e armonico. Con il tempo, inoltre, diventa sempre più vellutato. A questo proposito, va ricordato che l’Aglianico viene considerato “vecchio” dopo almeno 3 anni e “di riserva” dopo almeno 5 anni di invecchiamento in barrique. Per completare il suo profilo è opportuno sottolineare che il suo colore è rosso rubino intenso, che con l’invecchiamento assume dei riflessi aranciati. Inoltre ha un profumo fragrante e vinoso, con delle punte di fragola e lampone. Per godere pienamente del suo gusto ci sono delle consuetudini da rispettare. Sul piano della temperatura, deve essere servito tra i 18 e i 20 °C.

Come già brevemente anticipato, ci sono delle pietanze che sono particolarmente complementari a questo particolare tipo di vino. Sicuramente è adatto sia per le carni rosse che per quelle bianche, ma con il primo tipo di carn va decisamente meglio. Per la precisione, con questo vino è consigliabile mangiare carni ben cotte oppure arrosti a base di cacciagione o selvaggina fresca. Inoltre è l’ideale per accompagnare formaggi stagionati e un po’ piccanti: tra i tipi più consigliati ci sono il pecorino stagionato, il cacio bucato e il caciocavallo lucano.

Può essere utilizzato anche come bevanda per un aperitivo particolarmente corposo o come accompagnamento fin dall’antipasto. Parlando invece del dolce, è opportuno utilizzare la versione “Spumante” dell’Aglianico del Vulture. Questa tipologia è ottima con i dolci tradizionali e fatti in casa e va servita fresca, ad una temperatura che si aggira tra gli 8 e i 12 °C.

Piatti tipici lucani da abbinare

Oltre a queste indicazioni di carattere prettamente generale sui cibi da abbinare all’Aglianico del Vulture, ci sono dei piatti tipici della Basilicata che sono particolarmente indicati. Il primo da citare è l’agnello arrosto ai profumi lucani. Si tratta di un cosciotto di agnello a cui vengono aggiunti 120 grammi affettata in modo sottile, 3 foglie di salvia e viene condito con olio extravergine di oliva, succo di limone, sale e pepe. Presente nel piatto anche uno spicchio d’aglio.

Un altro secondo ideale per l’Aglianico del Vulture è il filetto di manzo profumato: filetto di manzo con burro, pancetta affettata, 1 carota, 1 costa di sedano, un trito di salvia, alloro prezzemolo e rosmarino, noce moscata grattugiata, un mestolino di brodo, sale e pepe.

Ancora un buon abbinamento con questo vino è la lombata di vitello ai funghi (porcini freschi, ammollati in acqua tiepida).

In conclusione

Aglianico del vulture
“Mentre parliamo il tempo è già in fuga, come se provasse invidia di noi. Afferra la giornata sperando il meno possibile nel domani.” Odi di Orazio

 

L’Aglianico del Vulture è una uva che affonda le sue radici profonde, in una terra dalla storia antica e affascinante. Che ce ne avviciniamo per un libro della biblioteca nello storico Palazzo “Giustino Fortunato” di Rionero in Vulture, per un tradizionale piatto di “lagane e ceci” o un buon bicchiere di vino, essa in qualche modo ci saprà arricchire. Allora come disse il poeta lucano Orazio, cogliamo l’attimo e non perdiamo l’occasione di conoscere, tramite questo vino, la storia, la cultura e le bontà del Vulture.