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Barile: terra di bellezze naturalistiche e eccellenze gastronomiche

In Italia sono presenti delle località la cui notorietà non è in linea con le eccezionalità che propongono. Tra queste figura Barile, comune in provincia di Potenza. Si tratta di un luogo ricco di fascino e storia, diventato ancora più importante nel momento in cui si è sviluppato un prodotto diventato un punto cardine di quella zona della Basilicata: l’Aglianico del Vulture (vino rosso DOC tra i più pregiati in Italia). Andiamo a conoscere meglio la storia di questo comune e il legame con questo particolare vino.

Origini del comune di Barile

Barile è una delle colonie albanesi d’Italia, fondata alla fine del XV secolo dagli esuli albanesi in fuga dalle persecuzioni turco-ottomane. Il retaggio che queste origini hanno lasciato al comune in provincia di Potenza è rappresentato dalla lingua arbëreshe (varietà linguistica della parlata del sud dell’Albania, utilizzata ancora nella zona del Vulture) e dalla consapevolezza di essere una località dall’identità etnica e culturale italo-albanese. Il nome di questo comune ha origini non del tutto chiare. Secondo alcune fonti Barile proviene da Barelium, termine che anticamente veniva utilizzato per pagare i dazi sui greggi. Altre testimonianze sostengono che il nome sia legato al Barile con cui veniva conservato l’Aglianico del Vulture, a conferma del legame forte tra questo vino e la località in cui viene prodotto.

Luoghi interessanti da visitare

Come già anticipato, Barile è un comune con tanti motivi per spingere i visitatori a sceglierlo come località turistica. Molto interessante è il suo centro storico per i suoi archi, i suoi portali e le strade lastricate in pietra. Ci sono inoltre altre bellezze sul piano architettonico come la Chiesa della Madonna di Costantinopoli (che conserva un affresco murale della Madonna in stile bizantino), la Chiesa di Sant’Attanasio e San Rocco (più volte restaurata e con all’interno dipinti risalenti al 1600), la Chiesa di San Nicola (che custodisce una tela in cui è rappresentata l’annunciazione) e la Fontana dello steccato, che raffigura tre teste con figure apotropaiche volte a tenere lontane dalla fontana le influenze maligne.

L’Aglianico del Vulture e il Parco delle Cantine

Oltre a presentare edifici di sicuro interesse, Barile è una delle località un cui viene prodotto l’Aglianico del Vulture. Si tratta di un vino rosso particolarmente pregiato, diverso dagli altri tipi di Aglianico coltivati in altre zone d’Italia. Barile condivide questa fortuna con altri comuni limitrofi che si trovano alle pendici del Monte Vulture come Rionero in Vulture, Rapolla, Ginestra e Melfi, . La sensazione però è che tra questo vino e Barile ci sia un legame speciale, diverso da quello con le altre località produttrici.

Oltre alla già citata possibile origine del nome Barile legata al contenitore per conservare questo vino, l’Aglianico del Vulture è uno dei tratti più forti dell’identità di questo comune. A questo vino vengono infatti dedicate due sagre: l’Aglianica e Cantinando. La prima consiste in una degustazione di questo vino, oltre ad altri prodotti tipici della zona. La seconda è un appuntamento estivo in cui alle prelibatezze di stampo alimentare si uniscono occasioni per soddisfare numerosi gusti dal punto di vista artistico (con eventi che chiamano in causa la musica, la pittura, la scultura e altre forme d’arte).

Cantinando è inoltre l’occasione per prendere in considerazione il luogo di Barile che presenta probabilmente il maggior tasso di fascino: il Parco delle Cantine. Si tratta di una serie di grotte scavate nel tufo (roccia magmatica) e “ospitate” dallo Sheshe (complesso collinare ai piedi del Monte Vulture). Queste grotte vengono utilizzate per conservare l’Aglianico del Vulture e, in occasione di dell’evento denominato Cantinando, vengono illuminate per ospitare visitatori in modo che possano degustare il vino e ammirare questi edifici in roccia magmatica.

Queste grotte hanno un valore speciale nella geografia di Barile, per i tanti usi che ne sono stati fatti nel corso della storia. In passato venivano utilizzate come rifugio per gli immigrati, mentre nel corso del ‘900 sono state addirittura teatro di un film. Nel 1964, Pier Paolo Pasolini scelse infatti queste grotte per girare alcune scene de “Il Vangelo secondo Matteo”. Nello specifico queste cantine sono state teatro della Nascita di Gesù, della Strage degli Innocenti, dell’Adorazione dei Re Magi, della Fuga di Giuseppe e Maria in Egitto e della Congiura dei Centurioni.

Un luogo che quindi può essere considerato l’emblema del comune Barile, dato che racchiude al suo interno tante pagine di storia oltre all’importanza data alla conservazione dell’Aglianico del Vulture